La bufala della carne di cane legalizzata in Svezia

bufala carne di cane svezia legalizzata 2018

Era da tempo che non mi capitava di imbattermi in una bufala.

Come sempre, ogni volta che mi trovo di fronte ad un mio amico Facebook che ne condivide una, mi pongo la solita domanda, vale a dire

che cosa ho sbagliato?”

Questa domanda si è ripetuta guardando il video in questione (che, secondo me, sparirà assai presto dal web, da Facebook e da Youtube, ma…dettagli…)

Sinceramente ho trovato questo video esilarante, specie perché molte persone l’hanno condiviso senza colpo ferire. Ma andiamo per gradi. Vi spiego il perché!

Nel video vediamo un simpatico cuoco.

mi chiamo XXX, lavoro a Stoccolma da tre anni”

Va beh, mi dimostri che sei un cuoco e che lavori a Stoccolma? Cioè…allora io domani faccio un video, dico “ciao mi chiamo Ciccio Pasticcio, sono un ricercatore medico e vivo a New York” e per questo divento credibile?

Proprio oggi in Svezia è stato emanato un decreto legge”

Ovviamente cerchi su internet, anche in inglese, ma non trovi risultati.

Questa è la lettera del Ministero”

Amore di zio, non essendo dotato della vista di Superman, non è che se mi mostri una lettera e mi dici che è del Ministero, io ci credo. Fai un fermo immagine, ingrandiscila per bene e fammela leggere, poi ti credo…forse…

Fate girare perché di sicuro nessun TG ve lo dirà”

Ripetete dopo di me:

quando in un articolo o in un video sensazionalistico ci sono frasi tipo “condividete” oppure “nessun TG ve lo dirà” significa che si parla di qualcosa che, al 90%, non è vero!

hanno iniziato dalla Svezia, ma presto sarà disponibile in tutta Europa”

Evidentemente, chi ha condiviso non sa come funzionano le leggi a livello Europeo. Per farla breve, se una legge emanata dall’Unione Europea deve interessare l’intera Europa e tutti gli Stati Membri devono allinearsi ad essa, la legge entra in vigore contemporaneamente in tutta Europa, non è che si parte da uno Stato e poi, man mano si allarga.

In altri termini, se fosse stata una “questione Europea”, sarebbe partita anche in Italia contemporaneamente alla Svezia.

E poi, figuriamoci! Se una legge simile fosse stata realmente emanata dall’Unione Europea, ci sarebbero stati vegan e animalisti sul piede di guerra da molti mesi! Anche questo è un dettaglio da non sottovalutare. Avete sentito animalisti o vegani incazzarsi negli ultimi mesi per questa cosa? Io no!

In altri termini, il video in questione è una bufala di proporzioni bibliche. Lascia troppi dubbi, troppi “dimostramelo”, possiede troppe incongruenze.

Spero di avervi aiutato a capire.

G.E.

 

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Chiusure domenicali e prostituzione: il relativismo dell’osservazione.

Questo post mi è venuto in mente quando scrissi il fact checking sulle aperture domenicali e, da allora, questo “rapporto” e questa domanda mi assillano.

Come dicevamo nel post succitato secondo uno studio dell’Istituto Bruno Leoni e riportato su ilpost.it (copio pari pari dall’altro mio post) su 28 paesi membri dell’Unione Europea, ben 16 consentono le aperture domenicali senza quasi nessuna limitazione, mentre negli altri 12 sono limitate ad alcune fasce orarie e ad alcune attività (in altri termini alcuni esercizi hanno delle deroghe e possono restare aperti anche la domenica, come musei, alimentari, grande distribuzione e altre).

Una cosa che, però, non tutti sanno è che in alcuni paesi dell’Unione Europea (tra cui la Germania, se non ricordo male), la prostituzione è legale, in altri termini se una persona vuole, può vendere il suo corpo.

Quel che mi chiedo è perché in Italia siamo così “relativisti”. In altri termini, perché dell’estero guardiamo solo quel che ci fa comodo?

Guardiamo le aperture domenicali ed i vantaggi che gli altri stati hanno, ma non i vantaggi che la legalizzazione della prostituzione porterebbero al nostro paese! Perché?

Ah già…perché siamo un paese cristiano in cui lottiamo contro chi vuole vendere il proprio corpo per vivere, ma sotto sotto in molti approfittando di questa compravendita e di altre pratiche (delle quali, sottolineo, grazie a Dio non ho bisogno, né nella sezione “acquisto” né in quella della vendita)!

Già…siamo un paese fatto così, che guarda nel “piatto degli altri” quel che fa comodo, ed evidentemente legalizzare la prostituzione non fa comodo, nonostante sarebbe un guadagno totale per il nostro paese, sia a livello economico (prostitute/i ed escort se legalizzati, dovranno pure pagare le tasse, no?) che sanitario (prostitute/i ed escort se legalizzati dovranno fare analisi metodiche che, unite ad una “traccia” dei clienti, aiuterà ad arginare il diffondersi di molte malattie).

Un relativismo, questo, realmente molto fastidioso.

G.E.

 

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La gelosia: utile come un pettine per un calvo!

Quando penso alla gelosia, mi viene in mente DG, il mio amico strano con una conoscenza dell’italiano pari alla mia del turcomanno.

Trovò una relazione e non si fece più sentire, quindi gli scrissi io e mi raccontò che era incacchiato con la dolce metà perché scriveva ad altre persone e lui non voleva perché, nella sua mente, chattare (su WhatsApp, Messenger o altro) era come tradire.

Non c’è stato niente da fare: per quanto io abbia provato a fargli capire l’assurdità del suo ragionamento, chiuse il discorso, rimase delle sue convinzioni e, da allora, non si fece più sentire.

Ho avuto modo di pensare e ripensare a questo suo atteggiamento, ed è più forte di me pensare che, là fuori, ci siano decine di persone che la vedano in questa maniera.

Con questo post vorrei proprio parlare a quelle persone che, come questo mio amico, vedono di cattivo occhio il fatto che la propria metà chatti con altre persone.

Voglio parlare e dire loro che la loro è una forma di gelosia aggiungendo che la gelosia è utile come un pettine per un pelato.

In altri termini

Non serve a nulla essere gelosi. Se una relazione è destinata ad andare a monte lo farà, che voi siate gelosi o meno. Anzi, se siete gelosi, la farete andare a monte pure prima e più facilmente, perché sospettare che l’altra persona abbia l’amante (impedendole, quindi, d’avere una vita normale coi proprio amici), oltre a creare dissapori, potrebbe portare l’altra persona a cercarsi davvero un amante…così, giusto per accontentarvi.

E infine, ricordatevi una cosa: se la persona con la quale state vuole cornificarvi, lo farà e non potrete fare niente per impedirlo.

Vivete quindi la vostra relazione serenamente e non rompete le balle con le vostre paranoie assurde. Credetemi, si vive meglio in questo modo che facendosi pippe mentali a manetta!

G.E.

 

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WordPress: Plug-in per inserire un testo fisso negli articoli.

wordpress plugin per inserire testo fisso negli articoli

Non è stato affatto facile trovare il plug-in di WordPress adatto a fare quello che avevo in mente.

Ciò che volevo (e che, probabilmente, vuoi pure tu se sei arrivato qui) era la possibilità di inserire un testo fisso sotto a tutti gli articoli di questo blog che potesse contenere dei link che reindirizzassero verso altri siti.

Volendo, avrei potuto semplicemente creare il testo ed inserirlo manualmente in ogni articolo, però sarebbe stato estremamente lungo e faticoso usare una simile procedura…per non parlare del fatto che, in caso di modifiche, avrei dovuto ripetere l’operazione.

Quindi ho iniziato a cercare online articoli che mi dessero delucidazioni in merito. Alla fine ho trovato tanti plug-in che sembravano essere capaci di farlo e, a forza di provarli tutti, sono arrivato a scoprire Append or Prepend Content.

Niente di più facile di questo plug-in, a mio dire, per inserire un testo in cima o in fondo ad un articolo. Ora ti spiego brevemente cosa devi fare.

Per prima cosa, accedi al pannello di controllo del tuo blog WordPress e, nella colonna a sinistra, passa il cursore del mouse sulla parola plugin.

Nel menu che si apre, clicca su “aggiungi nuovo”. Quando si sarà aperta la schermata, nella casella che trovi a destra (in cui è scritto “ricerca plugin in corso…”) digita “Append or Prepend Content”.

Una volta individuato, installalo e attivalo.

Ora il plug-in è attivo sul tuo sito, ma per usarlo devi seguire questa procedura:

  • nella colonna di sinistra, passa il cursore del mouse sulla scritta impostazioni. Nel menu che si aprirà, clicca sulla voce Scrittura.

  • Scorrendo leggermente nella schermata che si aprirà, troverai la sezione Append or Prepend Content Settings.

  • Se userai la sezione Prepand Content to Articoli, il tuo testo sarà inserito in cima ad ogni articolo, mentre con Append Content to Articoli sarà collocato in fondo ad ognuno di essi;

  • Prepend content to Pagine e Append content to Pagine funzionano alla stessa maniera dei precedenti, solo che inseriranno il testo in cima (o in fondo) ad ogni pagina del tuo sito.

La scrittura è ciò che mi ha maggiormente “attizzato”. Non solo, infatti, puoi inserire un testo, ma puoi pure formattarlo, esattamente come se tu scrivessi un post del tuo blog. Questo implica, quindi, che puoi inserire anche delle immagini all’interno di questo testo. E cosa chiedere di più? Una formattazione così in tutti gli articoli è una cosa a dir poco ottima che tutti vogliamo.

Una volta inserito il testo ed un’eventuale immagine, non dovrai fare altro che andare fino in fondo alla pagina, cliccare sul tasto Salva le Modifiche, e il gioco è fatto. Il tuo testo sarà inserito automaticamente in ogni pagina e articolo del tuo blog. Ciò che dovrai fare sarà solamente scrivere i tuoi articoli come hai sempre fatto!

Buon divertimento col tuo testo fisso nel blog!

G.E.

 

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Social network: ormai tutto è già stato fatto e detto?

Questo è un pensiero che, ormai, mi assilla da qualche tempo.

Gli equilibri dei social network – specialmente Facebook e Twitter – sono già belli e stabiliti?

Prova a farci caso. Entra su Facebook. Cosa stanno postando i tuoi amici? Beh, sempre le solite cose mi sa: foto personali, ricette, meme cazzari, video divertenti, notizie “sconvolgenti”.

Alla fine è sempre il solito rondò di immagini e di post, non cambia niente.

Per chi si affaccia ai social network col proprio lavoro è difficile riuscire a farsi strada, perché le cose nuove non vengono bene recepite (anzi, spesso sono viste come spam) e perché il resto è già stato fatto oppure lo fanno tutti, quindi è difficile spiccare nel mucchio.

Arrendersi, quindi?

Assolutamente no!

Non è ancora stato detto e fatto tutto, quindi se hai un progetto unico, persevera…però trova il “codice” che spinga le persone ad interagire con la tua pagina.

Il problema è giusto questo: trovare il codice, vale a dire il metodo per proporre il progetto alle persone, che ormai sono spesso “ancorate” a dei cliché proposti e faticano a schiodarsi da quelli!

Una volta trovato questo “codice”, allora tutto andrà per il verso giusto e anche la pagina decollerà!

Come trovarlo? Beh…guarda quello che “tira” sul tuo profilo e su quello delle tue amicizie, fatti due appunti e usalo.

G.E.

 

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Creare uno Stato WhatsApp (o una storia Messenger) che sia “Eye Catching”.

Ok, faccio un’altra piccola ammissione: sono un carognone, ma ehi…alle volte ci vuole, vista la gentaglia che gira in giro! Questo suggerimento, nasce, infatti, proprio per questo motivo.

In altri termini, volevo far arrivare un messaggio ad un gruppo di persone senza possibilità che sfuggisse al loro occhio.

Mi serviva un’immagine che contenesse tutto, ma che non passasse inosservata!

Alla fine ho sfruttato le tecniche di composizione dell’immagine e ho creato ciò che esattamente mi serviva. Certo…creare e postare un’immagine la domenica non è la scelta più adatta, ma pazienza.

Ma voi non siete qui per questo, voi siete qui per sapere come creare uno Stato WhatsApp o una storia su Messenger che sia eye Catching.

Innanzitutto: perché creare uno Stato WhatsApp o un’immagine per la Storia su Messenger che attiri l’occhio?

Beh, come dicevo poco sopra, il motivo è fare in modo che a più persone possibili (oppure ad una sola persona) arrivi un messaggio che vogliamo diffondere.

Alla fine non è difficile: si tratta di applicare le giuste regole di composizione dell’immagine e si può fare sia da smartphone che da Computer…anche se da Computer si possono avere un numero maggiore di possibilità.

Ma tranquilli: io vi darò le indicazioni e qualche suggerimento per metterle in pratica con entrambi i dispositivi.

La composizione che dovete seguire è molto semplice.

Prendete uno sfondo. Questo può essere una fotografia (che potete avere sia su PC che su smartphone) oppure un background di fantasia o monocromo che potete creare da PC (ah, fate attenzione: su PC io uso inkscape, che è un freeware di grafica vettoriale, ma anche con Paint riuscirete a farlo). L’importante è che sia funzionale allo scopo!

Prendete, ora, il messaggio che volete diffondere e, in esso, trovate la parola chiave che lo spiega o che può attirare maggiormente l’attenzione della gente. Prendete quella parola e ponetela al centro della vostra immagine, bella grande (quasi da lato a lato dell’immagine) e di un colore diverso, che spicchi su tutti gli altri e, magari, anche in stampatello. Il motivo di questa scelta è semplice. Se notate, la storia su Messenger o lo Stato su WhatsApp sono circolari e rimpiccioliscono l’immagine lasciando visibile nell’anteprima il centro di essa. Ora, se tu poni il concetto che vuoi esprimere nel modo da me descritto, esso sarà ampiamente visibile anche dall’anteprima di WhatsApp e di Messenger e, se tutto va come deve, attirerà l’occhio della persona che, a seconda del messaggio che devi lanciare, potrà essere interessata a leggere!

Per fare questo da Pc non dovete fare altro che aprire il vostro software, usare lo strumento per inserire il testo nell’immagine e porre questa keyword al centro di essa; da smartphone – e per la precisione usando Android – aprite la modifica dell’immagine e fate altrettanto, usando la funzione etichetta, optando per quella “vuota”, che è quella tonda a forma di divieto stradale.

Naturalmente, una volta fatto questo, potrete aggiungere qualsiasi altro concetto o messaggio sopra o sotto questa keyword principale.

Una volta fatto tutto questo, salvate, postate ed il gioco è fatto?

Questo, ripeto, è un metodo che aiuta ad attirare l’occhio delle persone che vi seguono su WhatsApp o su Messenger, e potrà aumentare la possibilità che il vostro messaggio venga letto.

L’applicazione di questo metodo può essere allargato anche ai meme, quindi è applicabile anche su Facebook (pagina, profilo o gruppo che sia), Instagram, Pinterest, Twitter, Google + e chi più ne ha più ne metta!

Eh? Come portare l’immagine da PC a smartphone? Di questo ne parleremo in un altro post, che leggerete prossimamente sui vostri schermi!

Intanto, per farvi capire come applicare il metodo, ho creato un piccolo esempio, che potete vedere qui sotto.

G.E.

 

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Fact checking: le aperture domenicali in Europa.

Rieccomi qui a parlare di aperture domenicali.

Oggi chiarirò il concetto delle aperture domenicali in Europa…con un pizzico di provocazione, ovviamente!

Si legge spesso, specie su Facebook la questione che, in Europa, i negozi sono chiusi la domenica.

A dire la verità, la questione non è esattamente come viene detto in giro.

Mi sono documentato ed ho scoperto uno studio dell’Istituto Bruno Leoni e riportato su ilpost.it, secondo il quale la realtà è leggermente diversa.

Secondo questo studio, infatti, su 28 paesi membri dell’Unione Europea, ben 16 consentono le aperture domenicali senza quasi nessuna limitazione, mentre negli altri 12 sono limitate ad alcune fasce orarie e ad alcune attività (in altri termini alcuni esercizi hanno delle deroghe e possono restare aperti anche la domenica, come musei, alimentari, grande distribuzione e altre).

Quindi, seguendo questo studio, non si può dire che le attività siano chiuse ovunque in tutta Europa. Già…ma allora perché si insiste tanto nel dirlo? Perché si insiste nel raccontare delle mezze verità?

Ma soprattutto: perché non guardiamo nel nostro “piatto”, invece che andare sempre a guardare quello degli altri?

Cioè, chiariamo: non c’è nulla di male nel guardare quel che fanno gli altri, tuttavia si deve poi decidere in modo autonomo, vedendo quel che è meglio in una determinata situazione.

Insomma, ammettiamolo: la situazione che c’è in Germania, per citare un esempio, non è certo quella dell’Italia, quindi ha senso fare un paragone tra due paesi così diversi?

Come sempre, a voi la risposta.

G.E.

 

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L’omofobia dei cavalieri dello zodiaco

Eh certo, se avessi scritto nel titolo ciò che realmente volevo scrivere, col cacchio che sareste entrati a leggere.

Naturalmente non ritengo Saint Seiya una serie omofoba, dato il numero di personaggi ambigui che sono stati inseriti (vedasi Aphrodite, Misty, Sorrento e via dicendo)…e non la ritengo nemmeno razzista, antifemminista o chissà che altro. Nel suo complesso, infatti, penso che I Cavalieri Dello Zodiaco sia una serie che, pur non apertamente, abbraccia diverse tematiche senza scendere nella pedagogia più scontata.

Nella serie abbiamo donne forti ma anche romantiche, uomini burberi ma anche sensibili, personaggi di ogni nazionalità, uguaglianza, rispetto e chi più ne ha più ne metta! È sufficiente guardare per capire quanti valori siano stati inseriti in questa serie.

Esiste, tuttavia, un piccolo neo al suo interno.

Badate bene, questo non è dato dalla sua sceneggiatura, bensì dal fandom o da una parte di esso. Per essere precisi, mi riferisco ai fan di Shun (Andromeda nel doppiaggio italiano).

Si fa un gran parlare, tra i vari fan, della sessualità di questo cavaliere e c’è chi, senza alcuna preoccupazione (ovviamente), visto il suo modo di essere, lo ritiene gay a tutti gli effetti.

E qui, scoppia la polemica del fandom, composta da infiniti litigi e discussioni portate avanti al motto di

SHUN NON E’ GAY

La cosa più assurda è che alcune di queste persone, se interpellate, si definiscono al 100% non omofobe. Peccato che rifiutare la possibile omosessualità di Shun un tantino omofobo lo è.

Allora, signori e signore che si battono come degli ossessi per difendere Shun dalla sua possibile omosessualità, vediamo di capirci.

Saint Seiya non è una serie incentrata sui gusti sessuali dei personaggi. Sia chiaro, ognuno di loro avrà le sue preferenze, ma la serie non narra le avventure erotiche dei personaggi, quindi parlarne non ha decisamente molto senso ai fini della storia.

Tuttavia, se vogliamo parlare di orientamento sessuale in Saint Seiya, rispondete ad una domanda: quale sarebbe esattamente il problema se Shun fosse gay?

Vi rispondo io: non ci sarebbe assolutamente nulla di male o di discriminatorio in questo. Sì, insomma: non ci sarebbe nessun problema di sorta. Se, quindi, avete qualche problema ad accettare questo suo possibile orientamento sessuale…beh…forse dovreste rivedere la vostra posizione contro l’omofobia, perché negare l’omosessualità di una persona perché, a livello affettivo, non la si vuole contemplare, è il primo passo che porta ad essere accesi omofobi.

G.E.

 

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Chris Evans dice addio a Captain America.

Chris Evans Lascia Captain America

 

Con questo tweet, Chris Evans, dopo otto anni, lascia il ruolo di Captain America, che l’ha reso famoso in tutto il mondo.

Si tratta di un evento “in lista d’attesa”, se così vogliamo dire. Già si sapeva che, prima o poi, l’attore avrebbe lasciato il ruolo…ma rimane il fatto che non me l’aspettavo così presto.

C’è un po’ di tristezza per questa notizia, non si può certamente negare, però è anche comprensibile tutto ciò! Come già accaduto ad altri grandi attori della storia (per citarne uno, Sean Connery), anche Evans avrà voluto non restare intrappolato in un unico ruolo per la maggior parte della sua carriera d’attore! È perfettamente comprensibile, anche perché, oggettivamente, non avrebbe potuto recitare il ruolo di Captain America anche a 50 anni!

Ad un certo punto, nella carriera di un attore – e questo ce lo insegna il cinema – si deve avere la volontà ed il coraggio di cambiare rotta, e Chris Evans l’ha fatto.

Personalmente, anche se so bene che non potrà leggere questo articolo – gli faccio un enorme in bocca al lupo e lo ringrazio, perché grazie alla sua interpretazione ho rivalutato il personaggio di Captain America. Lo ammetto: Cap non mi ha mai particolarmente entusiasmato, ma grazie all’interpretazione di Evans ho scoperto dettagli del personaggio – anche psicologici – che prima mi erano sfuggiti e che me l’hanno fatto amare.

Ora è evidente che partirà il “toto Captain America”. In altri termini online si inizierà a capire chi sostituirà Evans nel ruolo.

Ovviamente si dovrà aspettare di vedere Avengers 4 per poter capire come andranno effettivamente le cose, ma non scordiamoci che, seguendo la storia, il primo candidato dovrebbe essere Sebastian Stan.

Se, infatti, alla fine di Avengers 4 Cap morisse, la storia prevederebbe che il ruolo “passi” a Bucky, con l’avvento dei Nuovi Vendicatori eccetera eccetera eccetera.

Sebastian Stan è l’attore che interpreta Bucky, quindi sarà lui il nuovo Captain America? Rimarrà un mistero per ancora un po’ di tempo…sette mesi come minimo.

G.E.

 

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Chiusure domenicali, riposo e famiglia!

E torniamo a parlare delle chiusure domenicali.

È impossibile non farlo, viste le tante argomentazioni che, di volta in volta, vengono sollevate.

Oggi parlerò brevemente dell’argomento “riposo” e “famiglia”, sperando di non urtare la sensibilità di nessuno, ma dicendo anche ciò che esattamente va detto.

Un’argomentazione che ho spesso sentito dire è quella del riposo.

Chi si batte contro le chiusure domenicali sostiene che sia giusto chiudere i negozi la domenica per permettere ai dipendenti di poter riposare la domenica, oltre che passare questa giornata con la propria famiglia.

Iniziamo dicendo una cosa importante e fondamentale: il riposo e la famiglia sono sacri.

Quello che, però, non riesco a capire è perché si parli così tanto del riposo e della famiglia di chi lavora nei negozi e non del riposo e della famiglia di chi svolge altri lavori!

Sono, forse, meno importanti il riposo e la famiglia di un cuoco, piuttosto che di un carabiniere, di un medico o un infermiere?

Ovviamente no, ma allora perché non ci si batte per il riposo e la famiglia di tutti? Perché viene data una così somma enfasi alle famiglie di chi lavora in un supermercato?

Questo è un pensiero che non mi abbandona. Sembra quasi – ammetto che è solo una sensazione personale – che si dica che ci sono famiglie e riposi di serie A e di serie B, ma non è così!

Se realmente si volesse fare una battaglia di civiltà, allora si dovrebbe dire “tutti a casa la domenica”, ma vi immaginate cosa accadrebbe se i carabinieri non lavorassero la domenica? O se non lo facessero i medici?

Sarebbe il caos. Un caos del tutto simile a quello che chi lavora durante la settimana si ritrova quando si tratta di fare shopping o spesa.

Però, oh…se si parla di uguaglianza, allora tutti i lavoratori devono avere le stesse possibilità, se no si crea disparità!

Ok…ora i commessi mi odieranno, però cerchiamo di capirci:

Il problema non è che vi fanno lavorare la domenica (tra l’altro dubito che vi facciano lavorare 7 giorni su 7) o alle feste come altri lavoratori, il problema è che, secondo me, vi hanno perculato coi contratti!

In altri termini le ore sono rimaste uguali solo che, invece di assumere più personale, vi hanno ridistribuito gli orari su 6 giorni. Giusto?

La soluzione, quindi, non è quella di chiudere i negozi la domenica (è un diritto di tutti poter fare acquisti quando si è più comodo…anche se non c’è una legge esplicita del commercio), bensì di regolamentare la questione “dipendenti”, spingendo le aziende ad assumere tutto il personale che gli serve per una struttura, senza fare giochini, come può avvenire in catene con più punti vendita.

Vedrete che, se la legge cambiasse in questo modo, anche la situazione cambierebbe. Mi domando solo perché nessuno ci abbia pensato prima…

G.E.

 

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