Stephen Hawking – la grandezza nella controversia

Ormai la notizia della morte di Stephen Hawking ha fatto il giro del mondo in poche ore battendo, nel mio caso, persino i giornali, visto che l’ho appresa fa facebook.

Non posso che ritenermi dispiaciuto per la sua scomparsa, come sempre quando muore una persona, ma ho deciso di scrivere questo post per poter parlare delle mie riflessioni sulla vita di questo personaggio.

C’è chi lo ha chiamato “mente brillante” su facebook, altre persone che lo hanno ringraziato e altri ancora che lo hanno ignorato o elogiato, io voglio vedere questo personaggio sotto una luce nuova.

Una grande mente controversa che ha saputo stimolare la mente di tantissime altre persone al mondo grazie alle sue teorie, questo era Stephen Hawking.

Molti diranno che non erano affatto d’accordo con lui su tutta la linea, altri con la sua linea saranno in perfetto disaccordo. Personalmente, io sono in disaccordo con lui solo su due cose:

  • Non ha percorso il cammino sul rapporto tra religione e scienza, come già aveva fatto Galilei diversi secoli fa, arrivando a capire che le due vedono una cosa in due modi diversi. Scienza e religione sono come l’atto del guidare: la scienza indaga e spiega i meccanismi che stanno dietro a questo atto, la religione ti spiega il motivo per il quale si guida;
  • Sono d’accordo quando diceva che c’è vita extraterrestre, ma da qui a usare noi come metro di paragone per altre popolazioni dell’universo…beh…è un tantinello esagerato, in quanto presupporrebbe che sui pianeti abitati dell’Universo l’evoluzione e la storia si sia svolta come sulla terra e…beh, senza prove scientifiche è alquanto esagerato;

Ora mi aspetto qualche critica (leggete pure shitstorm), ma va beh…è normale quando si esprime un pensiero che può essere ritenuto non gradito.

Hawking, ad ogni modo, rimarrà nella nostra cultura ed oggetto di discussione e ragionamento per molti anni proprio per le sue posizioni controverse, e questa possiamo definirla una cosa fantastica che pochissime personalità famose sono state in grado di fare. Molti hanno lasciato solo delle opere o delle scoperte, ma pochi hanno lasciato delle posizioni e delle riflessioni sulle quali pensare per quanto solo lui, ora che è diventato parte del tutto, abbia la risposta totale.

G.E.

La peggiore email di spam della storia.

Io realmente non capisco se chi sta dietro allo spam ed al phishing pensi che la gente sia tutta scema o che altro, fatto sta che, a volte, questi individui se ne escono con quelle “geniali trovate” che fanno proprio ridere.

In tutte queste trovate, finalmente sono riuscito a trovare la peggiore mail di spamphishing della storia.

Non ci credete? Beh, osservatela bene, la spiegazione è lì, proprio davanti ai vostri occhi.

La mail arriva da reginasimphony.com, il sito di un’orchestra sinfonica CANADESE, il link della fattura si rifà al sito di trigele, un’azienda brasiliana di alimenti congelati e questa simpatica signora si firma come appartenente allo staff di Dreamstime, un’agenzia microstock Americana (intendo proprio degli USA).

Quindi, esattamente, che ho acquistato? Un concerto sinfonico sotto casa, una fornitura di pizze surgelate o qualche fotografia?

Ovviamente nessuna delle tre cose (figuriamoci), ma questa email era così divertente che risultava impossibile non condividerla!
Ah, naturalmente questa email è mero phishing, quindi evitate di caderci qualora venga recapitata anche a voi…altrettanto naturalmente tutte le aziende coinvolte nel messaggio sono estranee a questo messaggio.
E se la ditta in questione ha qualcosa da reclamare sul fatto che ho pubblicato la mail solo censurando il nome ma non il resto, sappia che comunicazioni di fatture e simili sono da considerarsi comunicazioni ufficiali, in Italia, quindi non c’è alcuna violazione della corrispondenza.

G.E.

Allerta – Avviso Tim – email truffa e telefonate illecite

Come dire…non si può stare tranquilli un secondo: chi vuole fare il furbo, trova sempre il modo per cercare di mettertelo nel di dietro con metodi sempre nuovi e poco divertenti!

Oggi vi riporto un paio di avvisi che arrivano direttamente dalla TIM, inerenti alcuni allarmi da loro lanciati all’interno delle ultime fatture che, in questi giorni, vengono distribuite.

Tutto nasce da un episodio ripotatomi da un amico solo qualche giorno fa.
In pratica questo mio amico mi ha confidato di aver ricevuto una telefonata dalla TIM nella quale veniva detto che la sua promozione era in scadenza e, quindi, il prezzo delle prossime fatture sarebbe aumentato ad una cifra che, permettetemi di dirlo, anche se non mi è dato di riportare il costo esatto, dire spropositata è ancora poco.

Per fortuna, anni e anni di “azione” da parte mia gli hanno fatto capire quale fosse la sola cosa logica che potesse fare, ma ve ne parlerò poi.

Per prima cosa, sappiate che TIM ha riportato ben due tipologie di “azioni moralmente discutibili” che stanno avvenendo in questo periodo.
Nel primo caso, si tratta della più classica mail di phishing.
In altri termini TIM dichiara che sta avvenendo un fatto assai noto: in pratica viene recapitata presso un indirizzo email una pseudo-fattura la quale, però, non proviene da TIM ma da ignoti.

A tale proposito, TIM nella sua ultima fattura, precisa che:

“Ti ricordiamo che le e-mail di notifica fattura inviate effettivamente da TIM non contengono allegati, hanno il tuo numero di telefono e non un numero casuale nè altri evidenti errori ortografici. In caso di e-mail sospette non aprire allegati e non cliccare su link di siti sconosciuti”.

Ergo, se vi arrivano email con allegati, numero di telefono non corrispondente al vostro o con anche un minimo errore di ortografia, non credete a queste in alcun caso. In genere il sistema antispam dei nostri indirizzi di posta elettronica fanno un buon lavoro e cestinano immediatamente questi messaggi, ma qualora sfuggisse al loro controllo, ricordate quanto scritto sopra e NON APRITELE NE’ SCARICATE ALCUN ALLEGATO. E se proprio avete qualche dubbio riguardo queste fatture, accedete direttamente al sito TIM e controllate lì sopra fatture ed altre comunicazioni, sempre evitando di usare link inseriti in queste email, però!

la seconda azione “moralmente discutibile”, che poi è quanto accaduto anche al mio amico, riguarda una telefonata che potrete ricevere sul vostro numero di telefonia fissa.

A tale proposito, TIM precisa che:

“Ti informiamo che ci sono stati segnalati casi di comportamenti illeciti a danno di TIM e della sua clientela da parte di soggetti non autorizzati che contattano i clienti TIM chiedendo dati personali qualificandosi spesso illegittimamente come dipendenti TIM e annunciando il termine di una promozione di cui stai eventualmente godendo o un aumento del prezzo della tua offerta. In caso di richieste anomale ti invitiamo a segnalarle al nostro Servizio Clienti linea fissa 187 oppure sul sito tim.it/segnalazioni”.

Ecco, in questo caso, la questione è molto più complessa. Se una mail puoi cestinarla, una telefonata non puoi cestinarla. Puoi appendere la cornetta (però si farebbe se, come riportato, la telefonata proviene dal proprio operatore?), ma non tutti hanno la prontezza per farloi e, spesso si finisce con incappare in qualcosa di non desiderato o peggio.

Ecco il mio suggerimento.

Come sapete, io sono contrario al rispondere al telefono se non si conosce il numero, ma questo tipo d’azione non può essere applicato al telefono di linea fissa in quanto, salvo rari casi, non è possibile conoscere anticipatamente il numero chiamante.

Ma non temete, anche qui ci si può salvare.

Se vi arrivano queste chiamate, non arrabbiatevi né fatevi prendere dall’eccessivo interesse in quel che vi viene detto. Semplicemente ascoltate quanto vi viene detto, poi rispondete in modo molto diplomatico “grazie dell’informazione, ma al momento sto a posto così. Mi informerò meglio e, poi, sarò io a richiamare il servizio clienti”, poi salutate gentilmente con il più classico “arrivederci” e richiamate, per sicurezza, il servizio clienti TIM o del vostro gestore telefonico.
Qualora fosse effettivamente una telefonata falsa, ne avrete la conferma; se, invece, l’informazione ricevuta fosse vera, potrete prendere le opportune decisioni in merito, ma con la certezza di parlare col vero servizio clienti e non con qualcuno che si spaccia per tale senza offrirvi prova effettiva di quanto afferma.

Un’ultima cosa, però, vi invito a fare: siccome non tutti leggeranno questo post, vi suggerisco di diffondere, anche oralmente, questi suggerimenti ai vostri cari. Vedrete che risparmierete loro diverse scocciature.

G.E.

Le “mammine pancine” non fanno ridere, ma è il facebook style!

Per qualche giorno, tra una cosa e l’altra, ho pensato se scrivere o meno qualcosa riguardo il tema proposto da questo articolo.

Più che altro mi sono chiesto se fosse il caso di commentare o meno un articolo di cui condivido il pensiero, dando il mio contributo personale.
Naturalmente, se state leggendo queste righe, penso abbiate capito quale sia stata la mia scelta.

Ma andiamo per gradi.

Prima cosa, sono capitato su questo articolo casualmente, sbirciando facebook (era stato postato da un mio amico).
Appena letto il titolo mi sono chiesto immediatamente “ah, perché? Esistono ancora le mammine pancine?”…questo per far capire quanto sia interessato a quella pagina e a quella che l’ha portata sotto gli occhi di tutti.

Ho deciso comunque di leggere questo articolo e mi sono trovato d’accordo con la collega blogger sin dalle prime righe.

Ammettiamolo: le mammine pancine saranno anche divertenti per alcuni (personalmente preferisco l’umorismo di Karen Walker in Will & Grace a questo, ma son gusti personali) ma non è argomento da ridere…anzi c’è molto da preoccuparsi.

In questo sono d’accordo con la collega dell’articolo: pensare che ci siano persone così stravaganti, ignoranti o estremiste, nel 2017, non è più divertente, ma è argomento di cui preoccuparsi.

Un social network dovrebbe essere un luogo in cui ci si scambia consigli e pareri, in cui si mostra cosa sappiamo fare, in cui si parla della nostra vita o dei nostri problemi o…anche in cui ci si fanno due risate. Ma purtroppo facebook è diventato un luogo in cui ci si fanno solo due risate, spesso sulle spalle di persone decisamente estremiste e stravaganti nei pensieri o che vivono semplicemente una passione (se scrivo “cosplayer” voi che mi rispondete?).

Fateci caso: chi viene perculato su facebook appartiene sempre ad una sorta di “estremo pensiero” o ad un “pensiero alternativo” o con una specifica passione.

Tuttavia, queste persone, prima che da perculare, in alcuni casi sarebbero da segnalare a qualcuno: servizi sociali, autorità, reparti psichiatrici. Alle volte scrivono di quelle minchiate da far ridere a crepapelle, ma quando si parla di comportamenti che possono diventare rischiosi per qualcuno, non c’è tempo per perculare online, si deve passare all’azione per evitare danni veri.

Ah…saltando di palo in frasca, fate caso ad un’altra cosa: le pagine che usano “la tecnica screenshot” sono zeppe di like, mentre quelle di artisti emergenti sono semi deserte. Non ci credete? Ok, allora guardate la pagina facebook di Marco Albiero e confrontatela con una pagina succitata. Albiero, illustratore versatile ha 28.850 like, altre arrivano a superare anche i 600.000 e oltre…e postano screenshot o foto “autocelebrative”.

Ora: sarò rompiballe io, però se una pagina “satirica” (anche se la satira è un’altra cosa) supera i 600.000 like, quella di un personaggio come Marco Albiero dovrebbe arrivare minimo ai 6.000.000.

Il fatto che accada il contrario dovrebbe farci riflettere sul fatto che il “facebook style” che vogliono gli utenti abbia qualcosa che non va. Il problema non sono, quindi, le pagine!

Quello che si vede su facebook è un voler premiare ciò che fa ridere, perculare, arrivare ad atti di vero e proprio bullismo. Tutto il resto, invece, è una merda (e scusate il francesismo) composta dal talento di artisti emergenti o dalle peculiarità di persone che nessuno si fila perché non fanno ridere o perché dimostrano di saper fare qualcosa quando la maggioranza della gente è già tanto se sa scrivere il proprio nome correttamente (salvo, poi, pararsi dietro a titoloni di studio).

Quindi sì, sono d’accordo con la collega blogger nel dire che queste persone siano da aiutare (o da segnalare, a seconda dei casi), ma io vedo la cosa anche sotto una luce diversa. Il problema non sono le mammine pancine, i vegani, i complottisti e via dicendo. Il problema sono gli utenti, il pubblico. Se il pubblico cambiasse i propri gusti, anche le pagine cambierebbero le proprie pubblicazioni. Il gioco è semplice!

Questo implica che non possiamo lamentarci della tristezza di una cosa dopo che quella cosa l’abbiamo voluta, alimentata e cullata.

Da un certo punto di vista, siamo un po’ come un agricoltore.

L’agricoltore non può comprare un albero di pere, curarlo, annaffiarlo, accudirlo e poi lamentarsi dicendo “eh ma io volevo un albero di mele”! Se vuole un albero di mele, si compra un albero di mele e lascia perdere tutte le altre piante.

Applicando questo ragionamento a facebook, se non volete questo facebook style e se queste cose non vi fanno ridere o vi mettono tristezza, smettete di alimentarle coi vostri like, le vostre reazioni ed i vostri commenti e dirigetevi verso qualcosa in grado di soddisfare maggiormente il vostro animo.

In caso contrario potete anche dire “questa cosa non fa ridere più/mi mette tristezza”, ma non avrebbe senso.

In fin delle finite, quindi, anche in questo caso, siamo tutti noi a fare la vera differenza: gli altri si adeguano.

G.E.

Chiarimento: Coupon Ikea da 75 euro.

Ringrazio ancora una volta le mie amicizie facebook: non sono tante, ma quando ci si mettono, sanno offrirmi ottimi spunti per questo blog.

Oggi vi parlo di un link che sta girando sul noto social network da qualche giorno, anche se io l’ho beccata solo pochi minuti fa.

Tutto parte da questa anteprima

Ora, senza andare a leggere le paroline in piccolo, già il titolo principale di essa fornisce qualche perplessità.

Il testo appare chiaramente tradotto usando un traduttore automatico, e forse sbaglierò, ma l’originale di questo testo deve essere in inglese. “libero” in inglese, infatti, si scrive “free”, parola che indica il nostro “gratis”.

Il resto del messaggio, poi è oscenamente errato a livello grammaticale. Ma vi pare che un’azienda che lavora a livello mondiale autorizzi un messaggio così sconclusionato ed errato?

Infine, parliamo del link. La struttura è completamente errata. Cliccando qui potrete accedere ad un esempio del link effettivo di ikea per quel che concerne i coupon. Noterete che la base è ikea.com, non altro.

Premesso tutto questo, io vi suggerisco vivamente di non cliccare sul link né di credere in questa fantomatica promozione di cui, a quanto pare, nemmeno Ikea sa nulla.

Se ci fossero sviluppi, vi farò sapere appena possibile.

G.E.

Chiarimento: E’ STATO SCOPERTO UN NUOVO MODO PER GIOCARE CON LA TUA VITA

Cià che togliamo anche questa pentola d’acqua calda dal fuoco!

Ok, signori miei, sta girando una nuova catena di Sant’Antonio su facebook.

Il suo testo lo vedete sopra, ma ve lo riporto per simpatia:

“Allarme… occhio! È stato scoperto un nuovo modo di giocare con la tua vita. Prendono la tua foto dal tuo profilo, copiano il tuo nome e creano un nuovo account su FB. Poi chiedono ai tuoi amici di nuovo l’amicizia per aggiungerli. I tuoi amici pensano che sei tu e accettano. Da quel momento possono scrivere e pubblicare quello che vogliono con il tuo nome.Cari amici miei, che avete già la mia amicizia su Facebook, non accettate nessuna richiesta nuova da parte mia. Non ho nuovi profili. Copia questo messaggio nella tua bacheca per informare il più possibile ma non condividere su Facebook. Far circolare. NON ACCETTATE ALTRE RICHIESTE CON IL MIO NOME”

Ora, chiariamo un concetto che, forse, sbalordirà moltissimi di voi:

è da tempi immemori che si inventano questi giochini.

Praticamente da quando esistono piattaforme in grado di raccogliere più persone su di essa (adesso li chiamiamo social network, ma nel tempo hanno avuto diversi nomi), esistono dei simpatici burloni che si divertono a fare di questi giochini.

Ora, a parte che non è proprio una cosa legale (diamo una letta, ogni tanto, al codice penale), ma pensate realmente che serva a qualcosa condividere queste catene su facebook?

Ecco…in effetti…no, non serve ad una mazza al cubo!

Mi spiego!

Gli algoritmi di facebook non sono tali da permettere di vedere i post di tutte le nostre amicizie. Ne vediamo qualcuno, di tanto in tanto, e se ci sono state interazioni o se hanno ricevuto diversi like o commenti, ma un messaggio non viene visto a prescindere da tutte le nostre amicizie.

Inserirlo così, quindi, non ha alcun senso: non tutti lo vedranno e un numero ancora minore ci presterà attenzione. Per non parlare del fatto che, su facebook o su un altro social network, potete essere del tutto sicuri di poter dimostrare d’essere realmente voi la persona del vostro profilo? Già…anche questa è una domanda che molti potrebbero non sottovalutare.

Ma non lanciamoci in sterili elucubrazioni mentali, andiamo al sodo.

Come dicevo, questo messaggio non serve proprio a niente. Se proprio volete evitare questi inconvenienti, potreste:

  1. non usare come foto profilo una vostra foto personale;
  2. non condividere le vostre amicizie pubblicamente (in pratica usate l’apposita opzione per permettere la visualizzazione delle vostre amicizie solo con voi stessi e nessun altro);
  3. ogni tanto fate un controllino su facebook per vedere se qualcuno vi ha “scopiazzato”. Si tratta di una cosa semplice, non dovete fare altro che digitare nel motore di ricerca di facebook il vostro nome e cognome e vedere se esistono dei doppioni. Ok, non è affidabilissimo perché potrebbero esserci dei casi di omonimia, però se trovare un profilo col vostro stesso nome, cognome e foto profilo qualche cosa che non torna c’è. In questo caso, potete segnalarlo a facebook come profilo falso.

Ecco, queste sono le cose realmente utili da fare. Tutto il resto sono cacchiate fotoniche!

G.E.

Allerta virus: sei tu in questo video?

Avevo già sentito parlare, in questi giorni, del ritorno di questo virus (grazie ad un messaggio su facebook che metteva in guardia chiunque lo leggesse), solo che non mi era capitato di imbattermi in esso in nessun modo, quindi non potevo capire bene come il video funzionasse o cosa.

Il destino deve essermi venuto incontro, perché oggi un mio carissimo amico ha postato la foto che vedete in questo post e, dopo avergli chiesto il permesso, ho potuto fare una rapida analisi della questione.

Probabilmente ad alcuni di voi è arrivato o arriverà questo messaggio, probabilmente tramite una vostra amicizia sul social network che non sentite da un po’ o che, in modo inconsapevole, è diventata portatrice di questo virus.

Lo schema è semplice: questo contatto (già infettato a sua insaputa o meno) vi invia un messaggio con un link a youtube o ad altro sito. Il video ed il messaggio riportano il vostro nome e le emoticon stupefatte condiscono il tutto di una credibilità capace di far cadere nel tranello le menti più sprovvedute o esagitate, a seconda dei casi.

In questo quadretto, viene spontaneo cliccare sul link solo che, facendolo, vi prendete una bella rogna.

Il video, infatti, non proviene da youtube, ma si tratta di un trojan che infetta il vostro dispositivo fisso o mobile.

Cos’è un trojan? Beh…un cavallo di troia, vale a dire un virus che si installa nel vostro dispositivo per impossessarsi di informazioni di vario tipo. Sì, ok, la spiegazione è un po’ veloce, ma è per farvi capire la pericolosità dello stesso.

Se, quindi, vi capita di imbattervi in questo tipo di messaggio, cosa dovete fare?

Beh, la risposta è più che ovvia: non cliccate assolutamente sul link, perché facendolo vi ritrovereste infettati dal virus e qualche problema potrebbe arrivarvi.

Tuttavia, qualora foste stati impulsivi e aveste cliccato sul link (dovrei darvi una righellata sulle mani, ma vi salvate per il fatto che siete distanti) niente panico, ecco cosa dovete fare:

  1. accedete da un pc non infetto sul profilo facebook e cambiate password e impostazioni di sicurezza e condivisione con altre persone. Questa seconda parte la consiglio comunque a prescindere (non so come la vedete voi, ma permetterei giusto ad una decina di persone di scrivere sul mio profilo facebook);
  2. Sul pc o sul dispositivo mobile infettato dal trojan, invece, dovreste fare un bel giro dell’antivirus o, meglio di tutti i sistemi di protezione del pc. In questo modo eliminerete il trojan e tutto sarà a posto.

Nei prossimi post vi farò un piccolo elenco di tutti i software che dovreste avere sul pc per casi come questi o per avere un dispositivo sempre alle massime prestazioni, non si sa mai che vi tornino utili.

 

Vorrei infine ringraziare dal profondo del mio cuore questo mio amico per la concessione dell’immagine. Non eri obbligato a farlo, ma sei stato gentilissimo a concedermi questa immagine e, come vedi, ho mantenuto la promessa di rispettare la tua privacy, nascondendo il tuo nome (che era riportato nel messaggio) e quello del contatto che ti ha inviato il messaggio.

Sei stato, come sempre d’altronde, molto gentile e prezioso per me e, come ti dicevo nei messaggi che ci siamo inviati, ti devo una cena (o un regalo) ma, per ora, voglio cogliere l’occasione per ringraziarti da qui.

G.E.

Il Coming Out Day nel disinteresse italiano (o quasi)

Ok, ormai lo sappiamo tutti che, nel nostro mondo, ogni giorno è buono per festeggiare qualcosa.
Fateci caso: non passa giorno che non ci sia una “giornata internazionale” di una qualsiasi cosa.

Anche oggi si ripete questo ritornello, solo che il mondo si divide: da un lato la Giornata delle Bambine e delle Ragazze, dall’altra parte il Coming Out Day.

Ora, senza andare a fare il solito rompiballe del web, ma perché in Italia non vedo nessuno che parla di questa importante giornata? Perché nessuno la celebra? Perché nessuno la diffonde?

Il Coming Out Day è un giorno assai importante col quale

“la comunità LGBT celebra l’importanza del coming out.” (fonte wikipedia).

In Italia non esiste, forse, la necessità di parlare del coming out e della sua importanza?
Ne siamo sicuri?

Io non credo e, per dirlo, mi basta guardare attorno a me per esserne convinto al 100%.

Il background italiano riguardo all’omosessualità non è propriamente roseo, ammettiamolo!

Quanti sono stati i ragazzi e le ragazze che sono stati discriminati per aver dichiarato la loro omosessualità?
Quanti sono stati sbattuti fuori di casa dai genitori per questo motivo?
Quante discriminazioni vengono perpetrate nei confronti di omosessuali e lesbiche tali da spingerli a rimanere nell’ombra?
Quante persone ancora non dichiarano pubblicamente la loro omosessualità per paura di essere spu*****i pubblicamente e subire una gogna mediatica?
Quante battute di cattivo gusto vengono ancora fatte nei confronti di gay e lesbiche dichiarati?

Eppure, in Italia, nonostante questo, il Coming Out Day passa ancora sotto silenzio e non gli viene data la giusta importanza!
Questo è alquanto grave, per come la vedo io, perché è come pensare che le domande che ho scritto qualche riga non abbiano importanza, che non abbiano necessità di una risposta o che siano problemi che non hanno urgenza di essere risolti!

Questo è davvero triste, ma sono fiducioso che, un passo alla volta, anche questa mentalità potrà essere cambiata e dichiarare la propria omosessualità non sarà più un argomento tabù o da temere.

G.E.

Tutorial: pulire la cache di Seamonkey

Ok, mi rendo conto che Seamonkey non sia il browser più noto ed utilizzato al mondo, ma non nascondo che, a volte, ne faccio uso e, per certi versi, lo consiglio rispetto ad altri (anche se il mio browser preferito rimane, senza ombra di dubbio, Opera).

Andando subito al sodo, in questo piccolo tutorial, vi spiegherò come pulire la cache di Seamonkey.

Perché, alcuni di voi si chiederanno, pulire la cache?

Detto in maniera molto semplice, la pulizia della cache vi permetterà di visualizzare meglio i contenuti dei siti internet che visitate i quali, se aggiornati, potrebbero non rispondere bene ai dati in essa contenuta.

Ogni tanto, quindi, una pulizia della cache si rende necessaria, e questa operazione è da fare, naturalmente, anche in Seamonkey.

Se usate Seamonkey e volete pulire la cache, fate come segue:

  • Sulla barra di Seamonkey cliccate su Modifica;
  • Si aprirà un menù, nel quale dovrete scegliere Preferenze;
  • Una volta cliccato su Preferenze si aprirà una piccola finestra. In essa dovrete cliccare su Avanzate (Attenzione, però! Dovrete cliccare sulla freccetta);
  • Nel sotto menu che si aprirà, cliccare su cache. Si aprirà un nuovo menu;
  • Nel suddetto menu cliccate su svuota cache e….tadaaaaan! Il gioco è fatto!

Ecco fatto. In questo modo avete imparato a pulire la cache di Seamonkey.

Come vedete non è difficile, ma come sempre si deve sapere dove mettere le mani.

G.E.

Bufala – Giobbe Covatta: “Quando vedo sbarcare…”

Negli ultimi giorni è iniziato a circolare questo post:

“Quando vedo sbarcare questi con ‘sti fisici, capisco che l’Europa non ha capito niente della situazione in Africa.
Ci sono milioni di persone che non riuscirebbero ad affrontare una passeggiata di cento metri, tanto sono malridotti, figuriamoci una traversata. Senza contare che col costo di un imbarco, ci vivrebbero in mille per un mese.
Stiamo facendo ponti d’oro a gente che non lo merita, quando basterebbe investire una metà di ciò che si spende all’anno per sistemare questi trecentomila, per salvarne milioni in Africa. Ma capisco che certe realtà è meglio non vederle, soprattutto perché non fanno comodo agli interessi politici ed economici di nessuno”.
Giobbe Covatta, testimonial AMREF”

Il senso del messaggio è forte: il più noto testimonial AMREF italiano – Giobbe Covatta – si starebbe schierando contro gli aiuti che vengono dati ai migranti sul suolo italiano, dicendo che sarebbe più corretto aiutarli a casa loro. Per questa ragione, le condivisioni di questo post sono realmente numerose (ho intercettato oggi questo messaggio, ma è in circolo dal 25 settembre).

Ma è vero questo?

NO, la dichiarazione è un falso, come si arguisce sia dalle ricerche google (mi è bastato prendere le prime parole del testo è cercarle nel noto motore di ricerca per averne conferma), che dalla smentita che si legge su una pagina facebook vicina all’attore datata oltre un anno fa

In pratica si tratta di una strumentalizzazione e niente di tutto questo è vero!

Giusto condividerla? Nì, nel senso che sarebbe giusto citare la persona che realmente l’ha creata, senza attribuire questa dichiarazione a chi non l’ha nemmeno pensata!

Fondamentalmente l’affermazione  rappresenta un’idea personale condivisibile o meno, quindi non vedo proprio perché non condividerla col nome del vero autore. Chi l’ha pensata non ha niente, a mio dire, da vergognarsi nell’aver espresso il suo pensiero.

Se non ci fosse stato il faccione barbuto di Giobbe, a quest’ora non sarei nemmeno qui a scrivere, perché l’avrei preso come un’idea personale e stop.

Rappresenta, questa, un’idea che condivido?

Beh, nì.

Penso che sarebbe giusto aiutarli a casa loro, ma la verità oggettiva è che qualsiasi immigrato è necessario alla nostra economia. Non nascondiamoci dietro ad un dito: l’italiano medio è diventato “prezioso”, nel senso che alcuni lavori non li vuole fare più.

Tutti vogliono il lavoro “elevato” e questo sta portando alla carenza di figure professionali meno “nobili”! Un bel problema per alcune aziende italiane.

Ma perché gli italiani certi lavori non li vogliono fare?

“eh perché io sono laureato/a! Non vado a fare il primo lavoro che capita!”

“eh perché io ho studiato una determinata professione, quindi o faccio quella o non faccio niente!”

“eh, perché io voglio fare quel lavoro e non un altro!”

“eh, perché quel lavoro non mi piace!”

“eh, perché gli orari sono massacranti!”

“eh, perché mi fa schifo l’idea di toccare il piatto dove ha mangiato qualcuno che non conosco!”

…e tante, tante, tante altre motivazioni!

E questi lavori poco nobili, chi li farà in futuro? Chi farà i lavori che gli italiani non vogliono più fare, nemmeno per un piccolo lasso di tempo della propria vita? Chi farà quei lavori poco nobili che comunque servono alle aziende?

Risposta: gli immigrati.

Brutto a dirsi, ma è così! Quindi, salvo vedere gli italiani tornare sui propri passi ed andare a fare anche questi lavori poco ambiti, gli immigrati serviranno al funzionamento delle nostre aziende, ergo riflettete su quello che postate prima di postarlo su facebook!

Se dico questo è perché io ho fatto il lavapiatti , non come tanti italiani che fanno i grandi signori della Francia del Settecento! Io ho fatto il lavapiatti e tanti altri lavori “umili” prima d’approdare nel mondo del web e lo rifarei se ne avessi oggettiva necessità. Anche se da molti ero preso per il culo per i lavori che svolgevo, io li ho fatti con dignità, perché mi permettevano di portare a casa i soldi. Il mio passato non è stato una cosa del tipo “ho finito gli studi, ho aperto un blog ed una pagina facebook e passo il tempo a parlare di questo o quello”, bensì “ho finito gli studi e sono andato a fare il primo lavoro che capitava”…cosa che tutti dovrebbero fare!

G.E.

P.S.

Ah, naturalmente, quanto scritto non rinnega la mia idea sullo ius soli: quella è una questione del tutto diversa!

P.P.S.

Ora mi ronza nelle orecchie la voce di alcuni che diranno “eh ma noi l’abbiamo già smentita l’anno scorso: cosa ti metti a smentire anche tu nuovamente questo fake?”.

Beh, cari: se nonostante la vostra smentita, ancora questo fake circola, forse vuol dire che o non vi hanno creduto o non vi hanno nemmeno letto, quindi giova ripetere e giova fare in modo che più voci si uniscano al coro della smentita. Alcuni non crederanno a me, ma crederanno a voi, altri non crederanno a voi, ma crederanno a me. Se ad una voce se ne aggiungessero sempre di più, si potrebbe creare un coro talmente forte da essere ascoltato da tutti, anche dai più sordi a queste verità.